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lunedì 13 gennaio 2014

La Valle dell'Omo Bottego, La Vallée de l'Omo Bottego, The Omo Bottego Valley.

L' Omo Bottego è un fiume dell'Etiopia del Sud. Nasce nell'altopiano etiopico e dopo quasi 800 km sfocia nel Lago Turkana (ex Lago Rodolfo) passando dai  2500 metri  delle sorgenti ai 500 metri di altezza del lago stesso. Il forte dislivello rende il flusso dell'Omo impetuoso, interrotto solo da alcune cascate. L'Omo Bottego è pertanto navigabile solo nel suo corso finale prima di arrivare nel lago Turkana.
Il complesso corso del Fiume Omo fu scoperto dall'ufficiale d'Artiglieria Vittorio Bottego. Proprio durante la risalita del fiume stesso, morì in uno scontro con tribù locali.
Le vallate dell'Omo sono territori abitate dai Mursi, dai Galeb, dai Karo, dagli Hamer, dai Dorzé. Si contano nella regione dell'Omo 45 tribù. La vita di questi popoli segue la stagione delle piogge, dalla transumanza per sfuggire alle punture della mosca tzè-tzè e alla ricerca di nuovi pascoli.  Colpiti dalla siccità i Mursi si sono insediati dentro i confini del Mago Park. Naturalmente sono stati  inevitabili gli scontri con altre tribù come i Bodi e i Karo. I famosi mitra AK 47 Kalashnikov hanno soppiantato lance archi e frecce e in questi ultimi anni gli scontri tra tribù sono diventati cruenti con morti e feriti. Non c'è uomo che non ne possiede uno, dato il costo molto accessibile e l'alta disponibilità sul mercato nero.

Bellissima ragazza Hamer. Moglie n° 1 dal collare con il perno che esce.
Ci siamo fermati un attimo...ed è sbucata dal nulla!

Armato fino ai denti, ma senza caricatore innestato!
Statue viventi lungo la pista per Turmi.

martedì 16 febbraio 2010

Gli amici di Macallé



A sinistra ragazza Afar con pettinatura tigrigna.

Simpatica ragazza Afar.




Ho ritrovato quasi tutti i vecchi amici di Macallé: Haile, Yibrah,Tesfay, Mme Giday, Zakaria, Mario Michele e la sua bambina Marawi, Sannait diventata mamma. Un po tutti invecchiati e con qualche acciacco in più ma sempre con il sorriso. Alcuni mi hanno riconosciuto e fermato per le strade della cittadina. Hanno voluto sapere tutto sul mio recente passato e di alcuni dei miei colleghi. Nessuno mi ha chiesto notizie di colleghe. Inviti a mangiare l'injera a non finire.
Non poteva mancare un salto al Gheralta Lodge sempre più gettonato. L'assenza prolungata del mitico Silvio si nota un tantino. Giovedì, quindi mercato settimanale a Aba-ala..e vai giù nella depressione dancala con un pulmino che con pochi birr si è riempito di colpi di pietra sotto la carrozzeria e si è riportato a casa le due gomme di scorta bucate a causa della pista in pessime condizioni, ridotta in tale stato dalla ditta cinese che dovrebbe ripararla. La sera tutti al ristorante, da Jordanos, vicino al castello, per una pizza.

venerdì 20 giugno 2008

Le foto di Ugo Genito, Les photos de Ugo Genito, Ugo Genito pictures, Italian War Cemetery







Ho avuto la fortuna di venire in possesso di queste foto del Cimitero Militare Italiano di Hawsien. Queste rarità sono state scattate dal Fante Ugo Genito che ha prestato servizio militare in Etiopia dal 01.11.1935 fino al 25.03.1937. Di tutti i manufatti che si vedono sulle foto, non vi è più traccia. Demolito il muro in fondo che avvolge l'altare ed i poveri resti.
Un grazie particolare al Signor Carlo, che vedendo il mio blog sul Cimitero di Hawsien, mi ha inviato le foto che tutti possiamo ammirare.
                                                                       


J'ai eu la chance d'entrer en possession de ces photos du Cimetière Militaire Italien de Hawsien. Ces raretés ont été prise par Ugo Genito qui a fait son service militaire en Ethiopie du 01.11.1935 jusqu'au 25.03.1937. A merci spécial a Mr. Carlo, qui a vu mon blog a propos du Cimetière de Hawsien, et il été très gentil de me envoyer les photos que nous tous pouvions admirer.



I had the good fortune to came into possession of these photographs of the Italian War Cemetery. of Hawsien. These rare photos were taken by Infantryman Ugo Genito, who served in Ethiopia from November 1, 1935 until March 25, 1937. From all the articles that can be seen in the photos, not a trace has remained. The wall was demolished that envelops the altar and remains. A special thank to Signor Carlo who, after seing my blog on the Hawsien Cemetery, sent the photos that we can all admire.


domenica 11 novembre 2007

Cimitero Aldo Lusardi: foto vecchie e recenti. Cimetière Aldo Lusardi: photos anciennes et récentes. Aldo Lusardi war cemetery, old and new photos.



La lapide del soldato Pitorru Pietro. La pierre tombale du soldat Pitorru Pietro.
The private Pitorru Pietro's gravestone.
La lapide del C.M. Enea Tamburini, del Gruppo Diamanti, morto il 28 gennaio 1936. (come indicato a pag. 238 della Guida dell' AOI).
La pierre tombale de C.M. Enea Tamburini, du groupe Diamanti, décédé le 28 janvier 1936 (comme indiqué à la page 238 du guide de l'AOI).
The gravestone of C.M. Enea Tamburini, of the Diamanti's group, dead on january 28th 1936 (cf. page 238 of the AOI guide).

In primo piano si intravedono i muretti in cemento che delimitano 3 tombe.
En premier plan, on entraperçoit les petit murs en ciment qui délimitent 3 tombes.
In the foreground, the cement walls that delimit the 3 tombs can be seen.
Sulla collinetta in fondo hanno costruito delle case e sono cresciuti alberi e fichi d'india. Non c'è più il muro a secco tra la collinetta e le rocce sulla destra. Inoltre si intravede la nuova pista che unisce Hawsien con Wukro passando sotto le Montagne Gheralta.
Sur le petite colline au fond, des maisons ont été construites et des arbres et des figuiers de Barbarie ont poussé. Le mur entre la colline et les rochers sur la droite n'existe plus. En outre, on aperçoit la nouvelle piste qui unit Hawsien à Wukro en passant sous les montagnes Gheralta.

Il cimitero come si presenta oggi ai nostri occhi: completamento abbandonato.
Le cimetière tel qu'il se présente aujourd'hui: totalement abandonné.
The cemetery today: completely abandoned.


Ho trovato su internet questa foto del Cimitero militare italiano Aldo Lusardi di Hawsien, sicuramente scattata nel novembre del 1935 durante l'allestimento del cimitero stesso con le salme dei caduti provenienti dai vicini campi di battaglia. Conosco bene la zona. Vicino c'è il Gheralta Lodge di Silvio Rizzotti. Ho scattato alcune foto per far vedere agli interessati come si presenta oggi il luogo.


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J'ai trouvé cette photo du cimetière militaire italien Aldo Lusardi de Hawsien sur internet. Cette photo a sûrement été prise en novembre 1935 pendant la construction du cimetière même avec les corps des morts en provenance des champs de bataille voisins. Je connais bien la zone. A côté, se trouve le Gheralta Lodge de Silvio Rizzotti. J'ai pris quelques photos pour montrer aux intéressés comment le lieu se présente aujourd'hui.


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I found these photographs of the Aldo Lusardi Italian cemetery of Hawsien, surely taken in November 1935 during the building of the cemetery with the bodies from nearby battle camps. I know the area well. Nearby there is Silvio Rizzotti's Gheralta Lodge. I took some photographs to show what the area looks like today.

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N.B. Tutte le salme sono state spostate, qualche anno fa, nel più grande Cimitero Militare Italiano di Macallé.

sabato 28 luglio 2007

Injera e bunna, Injera and bunna ceremony, Injera et la cérémonie du café







Siamo nel pieno della stagione delle piogge. E' un susseguirsi di giornate grigie, con il cielo coperto di nubi pronte a riversare il loro carico; rari i sprazzi di sole. Oggi l'ultimo sabato del mese non ha fatto eccezione. Stamane il cielo era plumbeo e preciso come un orologio, e' arrivato, nel primo pomeriggio un violento acquazzone. Passata la tempesta, piano piano la vita e' ritornata nelle strade e sugli alberi. Il sole accennava un timido capolino.
Per festeggiare il compleanno di un nostro dipendente, ho organizzato un pranzo tradizionale etiope a base di injera accompagnata da decine di salsine, nella nostra casa di Macallè. Visto che avevo difficoltà' a mangiare con le mani, mi e' stata allungata gentilmente una forchetta. Il caffè' e' stato servito anche lui alla maniera più' etiope possibile. Le signore in costume bianco, l'erba e petali di fiori sul pavimento, il profumo dell'incenso ha riempito la sala, pop corn e arachidi per accompagnamento, il fornello a carbone, la tostatura del caffè'. Mentre fuori diluviava, venivo bombardato da domande complicate sulla cucina italiana; conclusione tra scattare le foto e spiegare il nostro modo di cucinare italico, ho gustato molto poco il pranzo etiope. In più' qualcuno mi ha stuzzicato dicendo che pare che sia la cucina ed i vini francesi sono i più' famosi al mondo...Comunque e' stata una simpatica mangiata e chiacchierata. Tutto squisito e tutti contenti hanno fatto i complimenti alla cuoca.

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Coffee is quite big thing in Ethiopia. The favorite drink of many Ethiopians is coffee (bunna). Bunna is drunk in traditional way known as a "Bunna Ceremony". The Ethiopians coffee ceremony by the woman of the family is an historical tradition with much religious symbolism. First the coffee is roasted, then ground and placed in a pot clay coffee (jebena) with boiling water. When ready it is then served in cups called "sini" (ci-ni) which are very small Chinese cups, with sugar, up to 3 times per ceremony. Incense wafts around the room, flax covers the floor, and usually peanuts or corn are offered by way of accompaniment. The first serving is called "Abol"; second serving is " Huletegna" and the third serving is "Bereka". The coffee is not grinded for the second and the third serving, a part of coffee powder is left on purpose for these two ceremonies.


lunedì 21 maggio 2007

Kai Bandera, Bandiera Rossa, Drapeau Rouge, Red Flag




Umoristico e tragico, romantico e avventuroso, Kai Bandera incalza senza respiro, come un inseguimento.


ETIOPIA 1937: ad un anno dalla proclamazione dell'impero, gli italiani controllano solo Addis Abeba e pochi altri centri. Spadroneggiano ribelli e predoni, è tempo di massacri e saccheggi. I soldati "nazionali" partono e il controllo del territorio è affidato a bande di irregolari etiopi, ognuna al comando di un italiano.


ETTORE FORMENTO ha venticinque anni: un ufficiale ragazzo, solo in un paese immenso. Gli affidano la " Kai Bandera", cinquecento guerrieri raccolti dietro una semplice insegna: la loro rossa "Kai" bandiera "Bandera".
Deve diventare etiope tra gli etiopi. Agire da eroe è l'unico modo per farsi seguire; ci riuscirà così bene da meritarsi questo complimento: "Tu morto, tutta Bandera morta".
Per due anni conduce la banda attraverso altipiani maledetti, fiumi incantati, distese aride e selve oscure: terre di splendite donne e sanguinari combattenti capaci però di pietà cavalleresca: Sono drammi e risate, amori e tradimenti.
Crolla l'Africa Orientale Italiana e quelli di Kai Bandera sono tra gli ultimi a cedere.




Ettore Formento nasce a Dezzo di Scalve (BG) nel 1912. Nel 1935 è richiamato alle armi e spedito in Africa Orientale, dove partecipa a tutte le campagne dal 1936 al 1941. Ferito e decorato, è catturato dagli inglesi. Dopo la prigionia in Kenia, rimpatria nel gennaio del 1947 e riprende la carriera militare, dove giunse al grado di Capo di Stato Maggiore delle Forze Atlantiche Terrestri del Sud Europa. Il Generale Ettore Formento ci ha lasciati il 03 novembre 2010.


Con il generoso aiuto di Silvio, sono riuscito a parlare con "la storia": con Ettore Formento...è stato emozionante sentire dalla viva voce di un combattente le sue avventure. Mi ha chiesto se l'Etiopia è cambiata e che gli piacerebbe ritornarci. Ci siamo lasciati con la promessa che mi riceverà a Brunate, dove vive attualmente. Grazie.

domenica 25 marzo 2007

Cimitero militare italiano di Hawzen, Cimetière Militaire Italien de Hawzen, Hawzen Italian War Cemetery





 Nella cittadina di Hawzien, a pochi chilometri dalla "rotta storica"esiste un piccolo cimitero italiano dove sono sepolti i poveri resti di soldati italiani caduti durante l'occupazione dell'Etiopia del 1936. Questo sacro luogo è completamento abbandonato a se stesso. Ci pascolano le pecore. Le lapidi sono state asportate. Le due rimanenti prese a martellate.
Abbiamo inviato una lettera informativa all'Ambasciata Italiana ad Addis Abeba affinché le ossa dei nostri connazionali siano spostate al Cimitero Militare Italiano di Macallè.

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P.S.  Tutte le salme sono state spostate nel più grande Cimitero Militare Italiano di Macallé.