giovedì 4 gennaio 2007

Bamako



Strada dell'aeroporto "Arco di benvenuto". I tre caimani a destra sono il simbolo della città.
Sur la route venant de l’aéroport, l’Arcade de Bienvenue. A droite, les trois caïmans représentent le symbole de la ville.
Vista di un quartiere di Bamakò dall'Hotel de l'Amitiè.
Vue sur un quartier de Bamako depuis l’Hôtel de l’Amitié.


Arance. Oranges. Oranges.


 La collina di Kouloubà vista dall'Hotel dell'Amitiè.
Vue sur la colline de Koulouba depuis l’Hôtel de l’Amitié.


Nuove moderne strade. Nouvelles routes.




Il mercato di Dibidà. Le marché de Dibida. Dibida market.


 Monumento ai "cauri" . Monument représentant une caurie.





Monumento alla Casta dei Cacciatori. Monument dédié aux Chasseurs.


Il palazzo della Banca Centrale Africana.
Le bâtiment de la Banque Centrale Africaine.


Questa è la piazza del mercato. Il fabbricato ha preso fuoco più volte ma è stato sempre ricostruito. L'ultima volta nel 1993. Questo mercato pare che sia uno dei più importanti dell'Africa Occidentale. Bamako è una tipica città africana estesa e ombreggiata, alla quale la falesia rocciosa e le rive del fiume Niger formano un quadro suggestivo tipico della regione. Bamako significa, in lingua Bambarà, "il fiume del coccodrillo". E' un intero mercato dove tutto si vende e si compera. I prodotti alimentari sono esposti da un lato, le scarpe e i vestiti al di là della strada. La benzina viene pure venduta a bottiglie, depositate su appositi banchetti. Anche l'olio motore esausto viene esposto. Le sigarette si possono comperare all'unità. Tutto viene reciclato. Le vecchie lamiere delle auto diventano utensili da cucina, secchi, coperchi, pentolame. Dalle balestre dei camion si ottengono coltelli, lame per aratri, lance, machete.
L'occupazione francese ha impresso un piano urbanistico all'europea e tutti i fabbricati amministrativi sono di stile coloniale che danno una impronta di antichità piena di charme.
I preparativi per la mia partenza sono frenetici: regali per i vecchi amici, una nuova macchina fotografica Nikon D40; ho provato i telefoni satellitari utilissimi in zone remote; l'entusiasmo di ritrovare una città dove ho passato tanto tempo della mia vita. I locali dove si mangia una cucina semplice ma buona, a base di riso e di miglio con carne o pesce; le salse molto speziate di gombo, d'aglio, di cipolle, e dove la musica trascina tutti, africani ed europei. I quartieri brulicano di artigiani bravissimi nel lavorare il legno, il cuoio, l'argento, l'oro, le stoffe, il ferro, la paglia, dove si passano delle ore ad ammirare gli oggetti più disparati. C'è un artigianato molto fiorente. Lungo le strade si sente l'eterno odore del capretto arrostito, cotto e mangiato all'istante. Gli odori del cucinato si mischiano con quello puzzolente che proviene dai lati delle strade dove passano le fogne a cielo aperto. La mia valigia sarà colma di indumenti da regalare ai poveri; e credetemi di povera gente il Mali nè è pieno. Una domanda viene spontanea: ma che fine fanno gli introiti dell'oro? Il Mali è il terzo produttore di oro in Africa...mistero.

***
Bamako, dont le nom signifie en bambara « le fleuve du crocodile », se trouve sur les rives du Niger. Les bâtiments administratifs de style colonial construits pendant la colonisation française donnent beaucoup de charme à la ville.
Le Marché central de Bamako a été reconstruit après sa destruction lors d’un incendie en 1993.

2 commenti:

  1. grazie per le foto, andrò tra poco in Mali un Paese africano che mi ha sempre attirato.

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  2. ti sono grato di tutte le informazioni che dai sul tuo blog. Molto utili per visitare il Mali, uno dei Paesi africani che mi attira di più.
    Ciao
    Marco da Città di Castello.

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