sabato 10 febbraio 2007

Da Kayes a Bamakò in treno (2° parte) - De Kayes a Bamako en train -


 
 La Land Rover caricata sulla piattaforma


 Alla stazione di Kayes incontrai un residente francese il quale mi consiglio di non lasciare incustodita l'auto. Del treno da Dakar nessuna notizia. Aspettai fiducioso ma a lungo, infatti il treno arrivò il giorno dopo. Dormii dentro la Land Rover, ma fu quasi impossibile riposare bene per il troppo caldo.
Finalmente arrivò il treno da Dakar ed i ferrovieri spinsero letteralmente, con la forza delle loro braccia, la piattaforma per attaccarla al convoglio. Il tempo passava e niente si muoveva. Chiesi notizie in giro. Aspettavamo un altro treno che veniva da Bamako con la nuova squadra di macchinisti maliani, poichè l'attuale era senegalese. Per fortuna che la stazione era piena di venditori e si poteva comperare ogni cosa come frutta, polli, profumi, dolci, magliette ed acqua fresca ma non idonea per il mio stomaco. Il luogo era molto animato e rumoroso esattamente come un mercato. Finalmente il treno da Bamako arrivò in stazione. Dopo circa una ora vidi che tutti i venditori ambulanti lasciavano liberi gli spazi intorno al treno e ciò significava che stavamo per partire. Era ormai il tramonto. Il sole ancora una volta si scavava la sua tana all'orizzonte. Finalmente il treno si mosse e partimmo. La velocità non superava i 50 km ora. Nelle carrozze passeggeri non vi era sufficiente posto ed alcune persone presero posto sulla mia piattaforma che era abbastanza capiente. L'aria era calda. Fu quasi impossibile chiudere occhio per riposare. Venne il controllore a chiedermi i biglietti che esaminò con cura. Anche i passeggeri che stavano sdraiati sulla piattaforma furono oggetto di controllo. Vidi alcune persone che cercavano di nascondersi sotto la mia auto. Capii che qualcuno era senza biglietto e quindi cercava di sfuggire ai controlli. Il controllore agiva con cattiveria. Quando prendeva un povero cristo senza biglietto, prima gli chiedeva la somma dovuta, se costui non aveva di che pagare allora cercava di spingerlo giù dal treno. Seguitò ancora a strillare, ma poi giunse una calma surreale. Era tardi e tutti erano stanchi. Con la notte la temperatura si fece più sopportabile. La notte era completamente buia, non c'era uno spicchio di luna in cielo, solamente miliardi di puntini luminosi. Tutti si prepararono per cercare di dormire un po. Arrivammo alla stazione di Kita. Una piccola cittadina lungo la ferrovia. Naturalmente il treno fu preso d'assalto dai soliti venditori. Dopo una trentina di minuti il treno ripartì. Ma con mia grande sorpresa comincio' a rallentare fino a fermarsi completamente. Speravo che non fosse un guasto. Il treno iniziò piano piano a fare marcia indietro fino ad entrare di nuovo nella stazione appena lasciata. Ma che era successo? Qualcuno aveva fatto i segnali prestabiliti con una lampada tascabile al conduttore del treno, che naturalmente partì. Ma lasciammo il controllore "cattivo" a terra; così la marcia indietro era per recuperarlo. Una volta a bordo iniziò a strillare contro tutti in lingua Bambara. Era arrabbiatissimo. Sputi e saliva uscivano dalla sua bocca mentre urlava. Masticava la kola. Qualche passeggero ci rise sopra per il brutto scherzo giocatogli. Poi tutto si calmò ed il treno proseguì la sua lenta corsa notturna verso la capitale.

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