mercoledì 12 settembre 2007

La diga di Bumbuna Falls, Le barrage de Bumbuna Falls, Bumbuna Falls Dam.


La passerella in liane, e sotto il passaggio "italiano".


La mia casa a Freetown, in 112 Wilkinson Road. Ma maison a Freetown.
My house in Freetown.
Ho conosciuto la Sierra Leone prima della decennale guerra civile che ha devastato l'intera nazione.
Credo che sia uno dei più grandi Paesi estrattori di diamanti. Ma anche con tanta ricchezza il popolo non ha una vita decente. La Sierra Leone si affaccia sul Mare Atlantico e le sue coste sono da cartolina; protette al largo da barriere coralline. L'acqua marina è trasparente, calma, calda, rilassante, le onde assomigliano a quelle del mar Mediterraneo. Li ho fatto conoscenza con i fondali marini; a pochi metri dalla riva si possono ammirare banchi di pesci variopinti che nuotano tranquilli. Mi colpirono i colori brillanti del pesce pappagallo che si lasciava avvicinare quasi ad accarezzarlo. Arrivai di notte all'aeroporto internazionale di Lungi che si trova a 40 km da Freetown. L'umidità era talmente alta che mi ritrovai con la camicia completamente appiccicata alla mia pelle. Cominciamo bene, dissi tra me e me. Infatti , durante la stagione delle piogge l'umidità raggiunge il 95 %. Il clima è tipicamente tropicale. La nostra casa si trovava sopra una collina che si affacciava sulla stupenda baia di Freetown. La spiaggia è da sogno. Sabbia gialla finissima.
Il nostro luogo di lavoro era abbastanza all'interno verso est, dopo la città di Makeni, tra la zona montagnosa del Seli River. Fiume calmo, ma se piove tanto nell'interno, diventa minaccioso senza preavviso. La nostra squadra della geofisica ne sa qualcosa.
All'inizio del progetto non esisteva una pista percorribile con un fuoristrada per arrivare sul sito diga. Ci si arrivava a piedi in circa 6 ore di marcia. Ero costretto ad organizzare una squadra di portatori. Passavo sul sito qualche giorno e poi di nuovo indietro fino alla pista dove c'era un piccolo villaggio; qui lasciavo il fuoristrada ed avevo affittato una capanna. Una sera all'improvviso arrivò uno di quei famosi temporali tropicali. Tutti bagnati fino alle ossa ci riparammo dentro delle capanne di un minuscolo villaggio, ma la violenza della pioggia era tale che il tetto di paglia lasciava passare l'acqua. Dopo qualche ora il temporale cessò. I portatori erano impazienti di ritornare a casa e camminavano a piedi scalzi con una velocità ed una perizia impressionante. Facevo veramente fatica a stare dietro a loro. La notte era buia come la pece; non vedevo più nessuno; sentivo ogni tanto qualche borbottio o scambi di parole niente altro; era come se camminassi ad occhi chiusi. Mi ricordavo che ad un certo punto dovevamo passare su di un tronco d'albero messo di traverso per passare sulla sponda opposta di un torrente. Ero molto attento. Ma ci caddi dentro in pieno. Per fortuna la piena non era ancora arrivata. Con molta difficoltà riuscii ad attaccarmi a dei rami di un albero. Sentivo le voci dei miei soccorritori. Non vedevo le sagome dei loro corpi ma solo il riflesso della poca luce sui loro denti bianchissimi. Mi tirarono fuori. Sentivo freddo. I portatori ripresero il cammino di ritorno sempre più veloci. Camminavano scalzi per sentire meglio dove appoggiavano i piedi. Era tardi ed ero stanco ed affamato. Brividi di freddo attraversavano il mio corpo. Adottai la tecnica di attaccarmi alla cinta della guida. Gli scarponi erano pesanti di fango e zuppi d'acqua ed era faticoso stargli dietro. Ogni tanto ero costretto a ricordagli di ridurre l'andatura, ma tutti avevano paura di muoversi di notte nella foresta a causa di eventuali felini predatori.
Arrivammo a notte fonda. Il villaggio sembrava deserto. Tutti si erano rintanati nelle loro capanne. Qualche raro cane girava qua e la. Per fortuna uno dei portatori aveva avuto la buona idea di avanzare veloce per arrivare prima del gruppo per avvisare il villaggio. Mi avevano preparato un bel fuoco dentro il mio alloggio. Trovai un gradevole calduccio anche se il fumo mi faceva lacrimare. Una rapida cena a base di cacciagione alla griglia, un paio di aspirine, e in un attimo mi ritrovai nel mio letto da campo, dentro la zanzariera. Ci prendemmo un paio di giorni di riposo; la squadra dei portatori aveva ripreso il sorriso di sempre. Il sole ritornò implacabile accompagnato da un tasso di umidità elevato fino al prossimo temporale tropicale. Ma non commisi più lo stesso errore.

10 commenti:

  1. ero il vs. capocantiere prima dell'ultimo intervento di completamento.Mi farebbe piacere di avere delle foto se è stata completata. Un saluto a tutti gli ex compagni.

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    1. eri il capo cantiere quando c'era la SOIMI?
      mauro priani

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    2. la soimi aveva eseguito il rivestimento metallico dei tunnel che portavano
      acqua dagli spillways agli scarichi ---
      il mio nome è Nicola Russo, sono stato a Bumbuna con la Salini di Roma
      quando il direttore del cantiere era l'ingegnere Pecoraro --
      qualcuno di voi lo ricorda?

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  2. Graziano, non avendo lasciato nessun recapito, ti lascio un messaggio quì: debbo contattare l'Ing Mirabelli Jens della Salini Costruttori per farmi dare qualche foto e pubblicarla sul mio blog.
    Ciao
    Gianni

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  3. ciao...si ses Graziano Carboni fai mi sci carincuna nova

    indirizzo: accattona@hotmail.it

    ciao
    Franco

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  4. Sono Ylenia..la figlia di Franco Spizzo,sono stata anch'io li finchè non sono arrivati i ribelli, ed anch'io ho lasciato li il mio cuore, i più bei ricordi della mia infanzia!
    Grazie Bumbuna!

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    1. ciao Ylenia, sono Beniamino , nel 1980 mi trovavo in Sierra Leone ed ho conosciuto la tua famiglia , negli ultimi 30 anni ho girato il mondo ma una parte del mio cuore è rimasta in sierra leone, un abbraccio ai tuoi

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  5. A Graziano Carboni, Ylenia Spizzo vorrei farvi pervenire i miei più cari saluti ,conosco bene Graziano, e Ylenia ho fatto per 1 anno e mezzo il capo campo ho dei ricordi di Bumbuna e me la porto nel cuore un abbraccio e un salutone a tutti quelli che si conoscono.
    Lino Pagano
    cpcatellopagano@gmail.com

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    1. Ma avete letto le descizioni? O chi l'ha scritto non è mai stato in Sierra leone oppure si è aiutato molto con la fantasia......

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