Esperienze in Africa, passate e presenti, per farle conoscere a tutti, amici e appassionati del Continente Nero che non è più la terra degli esotismi e dell'avventura ma è una area del mondo che pone con forza i suoi diritti e guarda all'Occidente più progredito.
Experiences in Africa to share with friends and lovers of the Dark Continent, that is no longer the Continent of exoticism and adventure, but it is an area of the world that wants to affirm its rights.
Visualizzazione post con etichetta Italian War Cemetery. Mostra tutti i post
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Ho avuto la fortuna di venire in possesso di queste foto del Cimitero Militare Italiano di Hawsien. Queste rarità sono state scattate dal Fante Ugo Genito che ha prestato servizio militare in Etiopia dal 01.11.1935 fino al 25.03.1937. Di tutti i manufatti che si vedono sulle foto, non vi è più traccia. Demolito il muro in fondo che avvolge l'altare ed i poveri resti.
Un grazie particolare al Signor Carlo, che vedendo il mio blog sul Cimitero di Hawsien, mi ha inviato le foto che tutti possiamo ammirare.
J'ai eu la chance d'entrer en possession de ces photos du Cimetière Militaire Italien de Hawsien. Ces raretés ont été prise par Ugo Genito qui a fait son service militaire en Ethiopie du 01.11.1935 jusqu'au 25.03.1937. A merci spécial a Mr. Carlo, qui a vu mon blog a propos du Cimetière de Hawsien, et il été très gentil de me envoyer les photos que nous tous pouvions admirer.
I had the good fortune to came into possession of these photographs of the Italian War Cemetery. of Hawsien. These rare photos were taken by Infantryman Ugo Genito, who served in Ethiopia from November 1, 1935 until March 25, 1937. From all the articles that can be seen in the photos, not a trace has remained. The wall was demolished that envelops the altar and remains. A special thank to Signor Carlo who, after seing my blog on the Hawsien Cemetery, sent the photos that we can all admire.
La lapide del soldato Pitorru Pietro. La pierre tombale du soldat Pitorru Pietro. The private Pitorru Pietro's gravestone.
La lapide del C.M. Enea Tamburini, del Gruppo Diamanti, morto il 28 gennaio 1936. (come indicato a pag. 238 della Guida dell' AOI). La pierre tombale de C.M. Enea Tamburini, du groupe Diamanti, décédé le 28 janvier 1936 (comme indiqué à la page 238 du guide de l'AOI). The gravestone of C.M. Enea Tamburini, of the Diamanti's group, dead on january 28th 1936 (cf. page 238 of the AOI guide).
In primo piano si intravedono i muretti in cemento che delimitano 3 tombe. En premier plan, on entraperçoit les petit murs en ciment qui délimitent 3 tombes. In the foreground, the cement walls that delimit the 3 tombs can be seen.
Sulla collinetta in fondo hanno costruito delle case e sono cresciuti alberi e fichi d'india. Non c'è più il muro a secco tra la collinetta e le rocce sulla destra. Inoltre si intravede la nuova pista che unisce Hawsien con Wukro passando sotto le Montagne Gheralta.
Sur le petite colline au fond, des maisons ont été construites et des arbres et des figuiers de Barbarie ont poussé. Le mur entre la colline et les rochers sur la droite n'existe plus. En outre, on aperçoit la nouvelle piste qui unit Hawsien à Wukro en passant sous les montagnes Gheralta.
Il cimitero come si presenta oggi ai nostri occhi: completamento abbandonato. Le cimetière tel qu'il se présente aujourd'hui: totalement abandonné. The cemetery today: completely abandoned.
Ho trovato su internet questa foto del Cimitero militare italiano Aldo Lusardi di Hawsien, sicuramente scattata nel novembre del 1935 durante l'allestimento del cimitero stesso con le salme dei caduti provenienti dai vicini campi di battaglia. Conosco bene la zona. Vicino c'è il Gheralta Lodge di Silvio Rizzotti. Ho scattato alcune foto per far vedere agli interessati come si presenta oggi il luogo.
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J'ai trouvé cette photo du cimetière militaire italien Aldo Lusardi de Hawsien sur internet. Cette photo a sûrement été prise en novembre 1935 pendant la construction du cimetière même avec les corps des morts en provenance des champs de bataille voisins. Je connais bien la zone. A côté, se trouve le Gheralta Lodge de Silvio Rizzotti. J'ai pris quelques photos pour montrer aux intéressés comment le lieu se présente aujourd'hui.
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I found these photographs of the Aldo Lusardi Italian cemetery of Hawsien, surely taken in November 1935 during the building of the cemetery with the bodies from nearby battle camps. I know the area well. Nearby there is Silvio Rizzotti's Gheralta Lodge. I took some photographs to show what the area looks like today.
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N.B. Tutte le salme sono state spostate, qualche anno fa, nel più grande Cimitero Militare Italiano di Macallé.
Paletti Angelo Vittorio, di Antonio. Caporale Maggiore di Artiglieria, nato il 1911 a Mairano (BS), deceduto in combattimento il 28 febbraio 1936 a Debra Amba . Medaglia di bronzo. Capopezzo di una sezione da 65/17 mentre si portava avanti in zona battuta e scoperta per la scelta della postazione cadeva colpito a morte.
La lapide dell'Alpino Cancian Agostino da Susegana (TV), caduto a Uork Amba il 27.02.1936 all'ospedale 215 a Passo Uarieu, per ferite in combattimento.
Il Monte Work Amba (Uorc Amba) come è oggi.
Il Monte Work Amba (Uorc Amba) nel 1936. (Foto proveniente dall'archivio del Soldato Tribboli Bruno).
Bassorilievo in terracotta, donato dal P. Del Grande che raffigura Padre Reginaldo Giuliani che conforta un morente. Morì durante lo scontro di Mai Beles.
...padre Giuliani fu visto ad un tratto afferrare la salma del capomanipolo medico Chiavellati per sottrarlo al furore di alcuni abissini che tentavano di spogliarlo e mutilare il corpo dell'ufficiale. Giuliani, già ferito, si trascinava a fatica. Con la mano sinistra si appoggiava a terra, mentre con la destra teneva alto il crocifisso. Un gruppo di Amhara gli si avventò addosso, e un colpo di guradé gli asportò quasi di netto la clavicola, uccidendolo...(dal libro: "Passo Uarieu" di Pierluigi Romeo di Colloredo).
Bas-relief en terre cuite, offert par P. Del Grande qui représente Père Reginaldo Giuliani entrain de réconforter un mourant.
Bas-relief terracotta, donated by P. Del Grande which depicts Father Reginaldo Giuliani who comforted a dying person. He died during the battle of Mai Beles.
......Padre Giuliani was suddenly seen grabbing the body of the head doctor Chiavellati to take him away from the Abyssinians who were trying to undress him and mutilate the body. Giuliani, who was already wounded, dragged himself. With his left hand, he leaned on the ground, while holding the crucifix high with his right hand. A group of Amhara attacked him and hit him with a gurade’ which tore apart his shoulder, killing him…(from the book: Passo Uarieu by Pierluigi Romeo di Colloredo).
Barbarino Pasquale, di Pietro. Camicia Nera della M.V.S.N., nato il 1898 Arienzo San Felice (CE), deceduto il 21.01.1936 a Passo Uarieu, in combattimento.
Costa Annibale, fu Pietro, sottotenente degli Alpini, nato il 1911 a S. Stefano Belbo, Cuneo, caduto il 27.02.1936 a Uorc Amb, in combattimento. Medaglia d'argento. "In zona impervia guidava risolutamente per un canalone il suo plotone alla conquista di una importante posizione nemica. Mentre raggiungeva il ciglio fortemente presidiato dall'avversario ed arditamente si slanciava sui nemici, rimaneva colpito a morte il 27 febbraio 1936".
Vecchia foto della tomba del sottotente Costa Annibale.
Dr. Maglioni Armando, veterinario centurione, Passo Uarieu il 21.01. 1936. Ucciso durante lo scontro sul Mai Beles. Malgrado le sue funzioni non lo prevedessero, aveva chiesto di partecipare al combattimento anziché "imboscarsi", e si batté a colpi di moschetto come un semplice legionario. Venne ferito al ventre da un colpo di lancia, continuò a battersi finché fu finito da un secondo colpo mortale.
(dal libro: "Passo Uarieu" di Pierluigi Romeo da Colloredo, 2008, Associazione Culturale ITALIA).
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Dr. Maglioni Armando, veterinarian centurion, Passo Uarieu 21.01.1936. Killed during the battle on Mai Beles. Although his duties did not foresee battle, he fought with his musket like a simple legionnaire. He was wounded by a spear, but continued to fight until a second deadly slash killed him. (from the book: "Passo Uarieu" of Pierluigi Romeo da Collaredo, 2008, Cultural Association ITALIA).
Quinto Giuseppe, di Leonardo. Vice Capo Squadra della M.V.S.N., nato il 1910 a Pisticci Matera, deceduto il 21.01.1936 a Mai Beles,in combattimento.
L'angolo delle CC.NN, salme ignote. L'angle de CC.NN, dépouilles inconnues. The angle of CC.NN. remains unknown.
L'ingresso del cimitero di Work Amba, vicino Abbi Addi. L'entrée du cimetière de W0rk Amba, à côté de Abbi Addi. The entrance to the Work Amba war cemetery, near Abbi Addi.
Vecchia fotodell'ingresso come era all'epoca del Cimitero.
Non avevo dubbi. Le donne ed i bambini ( gli uomini sono introvabili di domenica pomeriggio, vanno nei locali a bere la tellah o tej, una bevanda locale leggermente alcolica), hanno fatto un ottimo lavoro. Tutte le erbacce sono state tagliate. Finalmente le lapidi sono leggibili. Il cimitero ha ritrovato un aspetto decente. La grande euforbia all'angolo nord era tutta in fiore. Ho iniziato a tagliare, con la sega, i piccoli alberelli dentro il cimitero stesso che crescono rovinando il cemento che ricopre le tombe. Riverniciato il cancello. Alcune lapidi spezzate sono state ricomposte e fissate al muro di cinta. Ed infine l'albero per la bandiera è stato fissato nel terreno ed una bandiera italiana nuova, ricevuta dall'Ambasciata Italiana di Addis Abeba, sventola al vento caldo di un pomeriggio afoso nel Tigray.
Il cimitero, dedicato a Padre Giuliani, raccoglie le salme di Soldati, Camicie Nere, Carabinieri, e di Padre Reginaldo Giuliani (credo che i resti di P. Giuliani siano in una chiesa di Torino), caduti durante la 1° e 2° battaglia del Tembien nella vallate del fiume Mai Beles, a Passo Uarieu o ai roccioni di Scimarbò, Debra Amba, Abbi Addi e a Work Amba (in italiano detto Uorc Amba). Qui si sono scontrati a più riprese, le truppe al comando dei Ras Kassa e Seium, con quelle al comando del Gen. Somma.
In una di queste furiose battaglie, trovò la morte il Padre Reginaldo Giuliani il 21 gennaio 1936. Così il medico Alberto Lixia descrive il ritrovamento della salma di padre Giuliani: ho ritrovato la sua salma sul campo di battaglia il mattino del 24 gennaio, ha ancora indosso la camicia nera bagnata dal suo sangue generoso. La clavicola sinistra è nettamente spezzata. La sciabolata gli è stata vibrata proprio sulla spalla sinistra dove sulla tasca della sahariana è visibilissima la croce rossa, segno distintivo dei cappellani (cit. Del Boca, 1992, p. 525).
Je n'avais aucun doute. Les femmes et les enfants (les hommes sont introuvables le dimanche après-midi, ils vont dans des buvettes et boivent de la tella, une boisson locale légèrement alcoolisée), ont fait un excellent travail. Toutes les mauvaises herbes ont été arrachées. Les pierres tombales sont finalement lisibles. Le cimetière a retrouvé un aspect décent. Le grand arbre à l'angle Nord était en fleur. J'ai commencé à couper, avec la scie, les petits arbustes qui poussent en détruisant le ciment qui recouvre les tombes. J'ai soigneusement repeint la porte en fer. Certaines pierres tombales, brisées ont été recomposées et fixées au mur d'enceinte. Enfin, le mat pour le drapeau a été fixé dans le terrain et un drapeau italien, reçu par l' Ambassade Italienne de Addis Abeba, vole au vent chaud d'un après-midi d'été au Tigray.
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I had no doubt. The women and children (the men cannot be found during Sunday afternoons since they go to drink tella or tej, a local slightly alcoholic drink) did a great job. All the weeds were cut. Finally the tombstones are legible. The cemetery looked decent once again. The big euphorbia in the northern corner was in bloom. I started to cut, with a saw, the small branches inside the cemetery that grew ruining the cement that covered the tombs. I also painted the gate. Some broken tombstones were repaired and fixed to the wall. And finally the flag post was planted into the ground and a new Italian flag, received from the Italian Embassy in Addis Abeba, blew in the warm wind during one hot afternoon on the Tigray. The cemetery, dedicated to Father Giuliani, houses the remains of Soldiers, Black Shirts, Carabinieri and those of Father Reginaldo Giuliani (I believe the remains of P. Giuliani are in a church in Turin, Italy, fallen during the 1st and 2nd battle of Tembien in the valleys of the Mai Beles river, in Passo Uarieu or on the rocks of Scimarbo’, Debra Amba, Abbi Addi and Work Amba. This was where on several occasions the troops commanded by the Ras Kassa and Seium fought against those commanded by Gen. Somma. During one of these furious battles, Father Reginaldo Giuliani died on January 21, 1936.
This is how Dr. Alberto Lixia describes finding Father Giuliani’s body: I found his body on the battlefield on the morning of January 24, he still wears his black shirt soaked with his generous blood. The left shoulder is decidedly broken. The sword vibrated on his left shoulder where on the pocket of his safari jacket peeks the red cross, the distinctive sign of the chaplains.
Finalmente il nuovo Tricolore si lascia accarezzare dal vento etiope. Finalement, le nouveau drapeau tricolore se laisse caresser par le vent éthiopien. Finally, the new italian flag can fly again in the ethiopian wind.
L'alzabandiera con il guardiano e Gebre che ci immortalava. Più tardi è passata un fuoristrada delle UN con dei graduati Indiani a bordo. Peccato potevo fare qualcosa di più.
Gebre immortalise le lever des couleurs. Plus tard, une voiture des Nations Unies avec à son bord des gradés Indiens est passée pour une visite.
Gebre is taking a photo of the new flying flag. Later, a car of the UN with Indian officers came to visit the cemetery.
Tolta la vecchia bandiera, stò montando quella nuova appena ricevuta dall'Ambasciata d' Italia di Addis Abeba.
Enlevé l'ancien drapeau, je monte, avec l' aide du gardien, le nouveau que nous venons de recevoir de l'Ambassade d'Italie.
I'm replacing the old flag with the new one just received from the Italian Embassy.
Un tratto della pessima pista per raggiungere il cimitero. A detta del guardiano esiste una altra possibilità per arrivarci, passando vicino al nuovo complesso Don Bosco. Ho voluto provarci: peggio che andar di notte.
Un morceau de la piste pour rejoindre le cimetière. Le gardien m'a indiqué un autre moyen d'y arriver, en passant à côté du nouveau édifice de Don Bosco. J'ai essayé mais ce fût pire.
A piece of the track to join the cemetery. The guardian indicated me another way to arrive there: I tried but it was worse.
Il cartello posizionato all'inizio della strada asfaltata. Le panneau positionné au début de la route bétonnée. The road sign at the beginning of the asphalted road.
Foto satellitare del cimitero militare, sulla sinistra. Invece sulla destra è posizionato il cimitero civile cattolico, con la chiesetta al centro.
Photo satellite du cimetière militaire (à gauche) et du cimetière civile (à droite).
Satellite photo of the italian war cemetery (on the left side) and the civil one (on the right).
In questo cimitero ci sono sepolti circa 765 soldati e civili italiani morti durante l'occupazione dell'Etiopia tra il 1935 e il 1938.
C' è voluto più tempo per ritrovare il cimitero dentro Adigrat che per venire da Hawsien-Sinkata.
Dall'unica rotatoria che esiste nel centro della città, prendere a destra venendo da Sinkata/Macalle'. Qui si vede, tra i rami di un albero, un cartello che indica "Italian War Cemetery". Finisce la strada asfaltata e si arriva ad una biforcazione di strade in terra battuta, andare a sinistra direzione APF (Adigrat Pharmaceutical Factory). Prendere, a destra, la prima pista larga in terra battuta ed in fondo si incontrano tre colonne in pietra che indicano che siamo entrati in un complesso militare etiope. A fianco c'è una antenna a traliccio. A destra a circa 300 metri di vede il nostro vecchio forte di Adigrat, ora tutta zona militare. Impossibile scattare foto. Si attraversa la caserma tra due alti muri in blocchetti di cemento e finalmente si arriva davanti al cancello della APF che vediamo sulla destra. Fatti un centinaio di metri, sempre sulla destra, si trova una stretta e pessima pista tra due file di fichi d'india, con punte di roccia taglienti, ottime per squarciare i copertoni.
Sulla sinistra c'é un piccolo cartello con scritto: Gola Junior School. Da qui, o si ha un bravo autista e un ottimo fuoristrada oppure si va a piedi per circa un chilometro.
Il cimitero è tenuto bene. Solo la bandiera è ridotta ad uno straccio. Spero di poterla cambiare presto.
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Adigrat Italian war cemetery commemorates some 765 Italian soldiers and civilians died between 1935 and 1938.
Nella cittadina di Hawzien, a pochi chilometri dalla "rotta storica"esiste un piccolo cimitero italiano dove sono sepolti i poveri resti di soldati italiani caduti durante l'occupazione dell'Etiopia del 1936. Questo sacro luogo è completamento abbandonato a se stesso. Ci pascolano le pecore. Le lapidi sono state asportate. Le due rimanenti prese a martellate.
Abbiamo inviato una lettera informativa all'Ambasciata Italiana ad Addis Abeba affinché le ossa dei nostri connazionali siano spostate al Cimitero Militare Italiano di Macallè.
***** P.S. Tutte le salme sono state spostate nel più grande Cimitero Militare Italiano di Macallé.
Il blog è nato per raccontare i miei viaggi in Africa. Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di visitarla. This blog was created to recount my travels in Africa. I thank the Professor whose enthusiasm for Africa contagious and allowed me to travel within all of Africa.