domenica 25 aprile 2010

Il museo di Manéga, Le musée de Manéga, Manéga Museum


Impossibile ignorare il museo nel villaggio di Manéga. Si trova a pochi chilometri da Ouagadougou. Collezione  interessante di maschere e di steli funerarie antiche. Il padiglione della morte è la parte più straordinaria di tutto il museo: vi si entra senza scarpe, senza cappelli e camminando all'indietro. Vi si respira una intensa aria di mistero. Da non perdere assolutamente.
Vietate le foto all'interno.

*****
Impossible d'ignorer le musée dans le village de Manega ; stèles avec des phrases de Maître Pacere, gigantesques sculptures, Yakouga ou pierres tombales, reproductions de masques géants, lieux sacrés... vous accueillent au détour de la piste. C'est une volonté du musée d'être ouvert sur l'extérieur.La collection de masques rassemble plus de 500 spécimens dont des masques Karinsé, Nuni et Bobo. Plusieurs dizaines de Yakouga (stèles funéraires) dont certaines remontent à plusieurs millénaires. Une collection étonnante d'habits de chasseurs, de fusils à caillou.Les empires Youyonsé, Dogons, Peulhs, Bobo, Sénoufo... sont présents à travers de nombreux objets mais également par la reconstitution d'habitats traditionnels. Le plus étonnant : le Pavillon de la Mort, où le visiteur doit rentrer déchaussé, nue tête et à reculons. Un musée incontournable pour qui veut connaître la culture du Burkina Faso.

 ****
The Manega Museum is located at a distance of almost 55 kilometres from the capital city of Burkina Faso. The museum has a rural set up and is in close proximity to the rural areas in the country. There are various types of objects on display in this museum. These articles speak of the history of Burkina Faso and also help people to relive history. Manega Museum  has many masks and musical instruments, that speak of the culturally active life of the people in the country. The museum should be explored from the hall, where the complete life of Princess Yennega is depicted with the help of small statues. There are other halls and places  that depict the various rituals and customs, that were followed by the people in the country in ancient times.

lunedì 15 marzo 2010

Ouagadougou

Mercatino della frutta e verdura, comprese le fragole: deliziose.

Quasi assenti i trasporti pubblici. Motorini e biciclette, costruiti in Cina, sono il mezzo ideale per gli spostamenti in città e fuori.
Centinaia di carretti carichi di legna da ardere arrivano in città ogni giorno.

Lande desolate intorno Ouagadougou.

Una veduta del nuovo quartiere residenziale Ouaga 2000.

Parte del nuovo quartiere residenziale Ouaga 2000.

Polvere e caldo. Sono nel Sahel a Ougadougou la capitale del Burkina Faso. I 47° gradi non sono pochi alle 19,30. Una sottile e rossiccia polvere ricopre ogni cosa. Dall'aereo si ha una immagine di come la continua ed aggressiva opera dell'uomo contro la natura a che punto di non ritorno è ormai arrivata. Il disboscamento forsennato delle foreste a sud del Burkina Faso ha fatto si che le piogge si ritirano sempre più giù rendendo ancor più aride le lande già desolate delle regioni del Sahel. Ogni giorno centinaia, se non migliaia di carretti trainati da stanchi asinelli, trasportano legna da ardere verso la capitale. Carbone e legna sono ancora i più usati per cucinare. I Paesi produttori di petrolio potrebbero finanziare l'utilizzo di bombole di gas, a discapito di qualche metro quadro di nuove moschee. Ma quando mai!!! A pochi chilometri dal vecchio centro cittadino, è sorto il nuovo quartiere chiamato "Ouaga 2000". Ministeri, alberghi, centri commerciali, ambasciate, ville tutte sistematicamente con piscine...ma gli alberi? Solo sgargianti buganvillee all'interno delle alte mura in cemento che proteggono da occhi carichi di miseria l'opulenza dei nuovi ricchi del Burkina e dei Paesi vicini come la Mauritania o la Costa d'Avorio. Sempre più cemento e asfalto. A quando un bel polmone di verde? E zone rimboschite intorno a Ouagadougou? Ma forse rendono troppo poco in termini economici. In ogni caso ci saranno sempre i Paesi Occidentali ad occuparsi dell'eventuale siccità. Lo devono si o no spendere questo benedetto 0,56 % del PIL europeo?

martedì 16 febbraio 2010

Gli amici di Macallé



A sinistra ragazza Afar con pettinatura tigrigna.

Simpatica ragazza Afar.




Ho ritrovato quasi tutti i vecchi amici di Macallé: Haile, Yibrah,Tesfay, Mme Giday, Zakaria, Mario Michele e la sua bambina Marawi, Sannait diventata mamma. Un po tutti invecchiati e con qualche acciacco in più ma sempre con il sorriso. Alcuni mi hanno riconosciuto e fermato per le strade della cittadina. Hanno voluto sapere tutto sul mio recente passato e di alcuni dei miei colleghi. Nessuno mi ha chiesto notizie di colleghe. Inviti a mangiare l'injera a non finire.
Non poteva mancare un salto al Gheralta Lodge sempre più gettonato. L'assenza prolungata del mitico Silvio si nota un tantino. Giovedì, quindi mercato settimanale a Aba-ala..e vai giù nella depressione dancala con un pulmino che con pochi birr si è riempito di colpi di pietra sotto la carrozzeria e si è riportato a casa le due gomme di scorta bucate a causa della pista in pessime condizioni, ridotta in tale stato dalla ditta cinese che dovrebbe ripararla. La sera tutti al ristorante, da Jordanos, vicino al castello, per una pizza.

sabato 2 gennaio 2010

Maschere africane, Masques africains, African masks.














Maschere in legno del Congo.

martedì 20 ottobre 2009

La Bianca Algeri, Alger la Blanche, Algiers the White.


Monumento ai martiri (Chahid) della guerra d'Algeria per l'indipendenza.
Monument des martyrs ( Chahid) de la guerre d'Algérie.
Condomini con modesti appartamenti popolari, ma con grandi parabole TV.
Condominium avec des appartements modestes mais des grandes paraboles TV.
Modest apartments with big TV parabolas.

Panorama della baia di Algeri. Panorama de la baie d'Alger.
Panorama of the Algeries bay.

Statua di Abd El Kader, eroe e padre della Patria della Nazione algerina. Collaborò con i francesi dopo averli combattuti con valore.
Statue de Abd El Kader, héros et père de la Patrie de la Nation Algérienne. Il collabora avec les français après qu'il ait cambattu avec courage.
Abd El Kader statue, hero and father of the Algerian Nation. He collaborated with the french colonialists after having courageously fought against them.

Algeri chiamata "la Blanche" dai colonizzatori francesi per il colore delle sue abitazioni, si fà largo per ritornare al suo antico splendore. Nel 2007 è stata nominata capitale culturale del mondo islamico. Bisogna venire in Algeria per capire il popolo algerino da troppo tempo messo in disparte a causa delle superficiali notizie diffuse da giornali e TV circa le sue lotte interne. I suoi abitanti sono curiosi ma mai invadenti. Il turismo è ridotto ai minimi storici. Pullulano invece operatori stranieri, specialmente italiani, nei vari comparti dello sviluppo: dalle costruzioni alle industrie come: Condotte, Todini, Delonghi, Eni, Fiat, Fagioli, Italferr, Iveco. La lingua francese è parlata da tutti. Cerco di comunicare anche in arabo e loro apprezzano il mio sforzo. Lo donne vestono all'europea specialmente le giovani. Rari anche negli uffici anche veli e foulard; pantaloni e camicette vanno per la maggiore. Il Signor Franco Santellocco, da 35 anni residente ad Algeri, mi racconta con entusiasmo la sua vita algerina, e ripete che questo è un Paese stupendo.

Alger, appelée "La Blanche" par les français à cause de la couleur de ses habitations, essaye, avec vigueur, pour revenir à sa splendeur passée. En 2007, elle a été nommée capitale culturelle du monde islamique. Il faut venir en Algérie pour comprendre le peuple algérien, depuis trop longtemps pointé du doigt à cause des nouvelles superficielle diffusées par les journaux et la télé a propos des ses luttes internes. Ses habitants sont curieux mais jamais envahissants. Le tourisme est limité et il est aux minimum historique. Par contre nombreux sont les opérateurs étrangers, italiens pour la plus part, évoluent dans les différentes sphères du développement a partir des les constructions aux industries comme: Condotte, Todini, Delonghi, Eni, Fiat, Iveco, Italferr, Anas, Fagioli et beaucoup
autres. La langue française est parlée par tout le monde. Je essaye de communiquer en arabe et ils apprécient mon effort. La majorité des femmes s'habillent à l'occidentale, surtout les jeunes. Rares sont celles qui porte voiles ou foulard: pantalons, T-shirts, chemises sont la norme. Monsieur Franco Santellocco, depuis 35 ans résident à Alger, me raconte avec enthousiasme sa vie algérienne et répète à plusieurs reprises que le Pays est magnifique.