martedì 20 ottobre 2009

La Bianca Algeri, Alger la Blanche, Algiers the White.


Monumento ai martiri (Chahid) della guerra d'Algeria per l'indipendenza.
Monument des martyrs ( Chahid) de la guerre d'Algérie.
Condomini con modesti appartamenti popolari, ma con grandi parabole TV.
Condominium avec des appartements modestes mais des grandes paraboles TV.
Modest apartments with big TV parabolas.

Panorama della baia di Algeri. Panorama de la baie d'Alger.
Panorama of the Algeries bay.

Statua di Abd El Kader, eroe e padre della Patria della Nazione algerina. Collaborò con i francesi dopo averli combattuti con valore.
Statue de Abd El Kader, héros et père de la Patrie de la Nation Algérienne. Il collabora avec les français après qu'il ait cambattu avec courage.
Abd El Kader statue, hero and father of the Algerian Nation. He collaborated with the french colonialists after having courageously fought against them.

Algeri chiamata "la Blanche" dai colonizzatori francesi per il colore delle sue abitazioni, si fà largo per ritornare al suo antico splendore. Nel 2007 è stata nominata capitale culturale del mondo islamico. Bisogna venire in Algeria per capire il popolo algerino da troppo tempo messo in disparte a causa delle superficiali notizie diffuse da giornali e TV circa le sue lotte interne. I suoi abitanti sono curiosi ma mai invadenti. Il turismo è ridotto ai minimi storici. Pullulano invece operatori stranieri, specialmente italiani, nei vari comparti dello sviluppo: dalle costruzioni alle industrie come: Condotte, Todini, Delonghi, Eni, Fiat, Fagioli, Italferr, Iveco. La lingua francese è parlata da tutti. Cerco di comunicare anche in arabo e loro apprezzano il mio sforzo. Lo donne vestono all'europea specialmente le giovani. Rari anche negli uffici anche veli e foulard; pantaloni e camicette vanno per la maggiore. Il Signor Franco Santellocco, da 35 anni residente ad Algeri, mi racconta con entusiasmo la sua vita algerina, e ripete che questo è un Paese stupendo.

Alger, appelée "La Blanche" par les français à cause de la couleur de ses habitations, essaye, avec vigueur, pour revenir à sa splendeur passée. En 2007, elle a été nommée capitale culturelle du monde islamique. Il faut venir en Algérie pour comprendre le peuple algérien, depuis trop longtemps pointé du doigt à cause des nouvelles superficielle diffusées par les journaux et la télé a propos des ses luttes internes. Ses habitants sont curieux mais jamais envahissants. Le tourisme est limité et il est aux minimum historique. Par contre nombreux sont les opérateurs étrangers, italiens pour la plus part, évoluent dans les différentes sphères du développement a partir des les constructions aux industries comme: Condotte, Todini, Delonghi, Eni, Fiat, Iveco, Italferr, Anas, Fagioli et beaucoup
autres. La langue française est parlée par tout le monde. Je essaye de communiquer en arabe et ils apprécient mon effort. La majorité des femmes s'habillent à l'occidentale, surtout les jeunes. Rares sont celles qui porte voiles ou foulard: pantalons, T-shirts, chemises sont la norme. Monsieur Franco Santellocco, depuis 35 ans résident à Alger, me raconte avec enthousiasme sa vie algérienne et répète à plusieurs reprises que le Pays est magnifique.

mercoledì 15 aprile 2009

domenica 29 marzo 2009

Beraki Gebresellasiè, Sciumbasci.


Beraki Gebre (diminutivo del suo nome) nella sua cameretta presso la casa di riposo.
Beraki Gebre (diminutif de son nom) dans sa petite chambre de la maison de repos.



La voce di Gebre si affievolisce mentre parla. Racconta della sua vita, quella passata a a fianco degli Italiani in Etiopia, fino alla caduta di Gondar. Non si ricorda della battaglia di Culqualber.
Tra qualche giorno è il suo compleanno essendo nato a Adinebri, Etiopia il 15 aprile del 1914.
Gli ha fatto immensamente piacere la mia visita ed ancor di più i miei racconti sull'Etiopia e sull'Eritrea. Credo che se qualcuno ha un pò di tempo per rendere visita al Vecchio Ascaro, sarà cosa molto gradita. Alloggia presso la Residenza Parco di Veio a Via Rocco Santoliquido , Roma, alla Giustiniana, sulla Via Cassia. A presto Gebre.

La voix de Gebre faiblit pendant qu’il parle. Il raconte sa vie passée aux côtés des Italiens en Éthiopie, jusqu’à la chute de Gondar. Il ne se rappelle pas de la bataille de Culqualber. Dans quelques jours, c’est son anniversaire : il est né à Adinebri en Ethiopie le 15 avril 1914. Ma visite lui a fait énormément plaisir et plus encore mes histoires sur l’Ethiopie et sur l’Erythrée. Je pense que si quelqu’un a un peu de temps pour rendre visite au vieux Ascaro, ce sera très apprécié. Il habite dans la Résidence Parco di Veio sur Via Rocco Santoliquido, à Rome, dans le quartier de la Giustiniana, dans les environs de la via Cassia. A bientôt Gebre.

domenica 25 gennaio 2009

Senegal: una nuova strada, Sénégal: une nouvelle route, Senegal: a new road.


L'attraversamento di un villaggio: finalmente niente più polverone alzato dalle auto e dai camion.

Francesco Naso con un collaboratore senegalese.

Alcuni tratti di strada sono già terminati e percorribili, manca ancora la segnaletica.

Lo strato di asfalto appena steso.



Il Senegal avanza velocemente nell' ammodernamento della sua rete stradale. La parte Sud è ricca di terreni fertili idonei per la coltivazione del cotone. Servono infrastrutture per il trasporto dei prodotti della terra. E' in rifacimento, con parametri moderni, un tratto di strada di 237 km tra Mbirkelane e Tambacounda, verso il Senegal Orientale confinante con il Mali. Tambacounda città importante, crocevia di commerci con il Mali e il Gambia. L'importante arteria avrà caratteristiche per sopportare un traffico intenso e pesante.
La città di Tambacounda si è sviluppata intorno alla stazione della linea ferroviaria Dakar-Bamako, il cordone ombelicale che unisce la capitale Bamako con il porto di Dakar.
Francesco Naso è uno dei tecnici che lavora alla costruzione della strada. Francesco è una mia vecchia conoscenza dai tempi del Mali e della Cooperazione Italiana.

lunedì 8 dicembre 2008

Istanbul - Costantinopoli - Bisanzio, Constantinople - Byzance, Byzantium.


Straordinario mosaico di Gesù Cristo sul trono affiancato dall'imperatore Costantino IX e
dall' imperatrice Zoe.

Santa Sofia: mosaico sopra la "Porta dell'Imperatore".


La chiesa di Santa Sofia (Hagia Sophia) fu costruita per volere dell'imperatore Giustiniano nel 532. L'interno era riccamente arredato e completamente decorato a mosaico. Sotto l'impero ottomano, Santa Sofia divenne una moschea e si aggiunsero 4 minareti e ricoperti con malta tutti i mosaici.
Nel 1934 la chiesa fu trasformata in museo.
Hagia Sophia, this structure was built by the Emperor Justinian as a church between 532 and 537 A.D. Later it was converted to a mosque, now is a museum.



La Moschea Sultanahmet chiamata anche Moschea Blu per i suoi pannelli interni in ceramiche Iznik e bianche. La Mosquée Bleue.

Istanbul, Constantinopolis in latino, l'antica Bisanzio, fu la capitale dell'impero romano d'oriente. In seguito dell' impero ottomano fino al 1922. Istanbul è stata dichiarata una delle capitali europee della cultura per il 2010. I quartieri storici fanno parte della lista dell'Unesco dei patrimoni dell'umanità.
Come prima visita in Turchia ne sono rimasto entusiasta. Ci ritenerò volentieri per restarci più a lungo.