venerdì 3 dicembre 2010
Una accoglienza così calorosa non me la aspettavo. Il capo villaggio è intervenuto per fare un discorso di elogio alla mia persona: pare che sono stato l'unico che sia ritornato, dopo venti anni, sul luogo dove ho passato un lungo periodo di lavoro. Ed anche l'unico che sia rimasto con gli ex collaboratori a raccontarsi, intorno a vassoi stracolmi di capretto grigliato, della nostra vita passata, di un periodo prosperoso per i villaggi di Kobalakoro e Baguineda e dei suoi abitanti. Tanti i presenti che hanno accettato l'invito. Purtroppo c'è stata una lunga lista di assenti passati a miglior vita. Qualche nome dei presenti: Seydou Diarra, Modibo Keita, Zakaria, Mamadou Diarra, Issa, Famory, Mamadou Traoré, Yaya ( il più paziente e meticoloso meccanico incontrato in terra d'Africa), Tall....assenti Magono, Doumbia, Yacouba ucciso a fucilate senza alcun apparente motivo, povero ragazzo...
Grazie di cuore per la vostra calorosa accoglienza.
domenica 28 novembre 2010
Mauritania, indipendente da 50 anni, e gli schiavi? Mauritanie, indépendante depuis 50 ans, et les esclaves? Mauritania celebrates the fiftieth anniversary of its independence, and what about the slavery?
La Mauritania ha festeggiato il 28 novembre i suoi 50 d'indipendenza. Indipendenza ottenuta dalla Francia colonialista che non è riuscita, durante tutto il periodo di occupazione, ad abolire la piaga della schiavitù.Ebbene si, avete letto bene: ancora oggi esiste la schiavitù in Mauritania. Quasi tutti gli appartenenti alla popolazione nera della Mauritania, chiamati Haratine, sono schiavi. Esiste un mercato degli schiavi ad Atar. Gli schiavi sono stati tutti affrancati dal decreto del dicembre 1905 che aboliva la schiavitù in Francia ( perché nel 1905 esisteva ancora la schiavitù in Francia?) e nelle sue numerose colonie. I Mauritani neri, Haratine, erano direttamente amministrati della Francia, dunque il decreto del 1905 è stato loro applicato. Invece i Mauri (arabo-berberi) godevano di uno statuto speciale e dunque erano amministrati solo indirettamente dalla Francia. Così si spiega, almeno in parte, come mai la schiavitù in Mauritania esista ancora.
Gli schiavi nell'interno della società Mauritana Nera non sono né venduti, né regalati, né scambiati. Possono sposarsi anche senza l’autorizzazione dell’ex padrone. Beneficiano dei frutti del loro lavoro, ma non hanno voce in capitolo nell’amministrazione cittadina, sono i paria di questa società. Parlano la loro lingua l'Hassania e non capiscono l'arabo. Tutte le trasmissioni radio sono in lingua araba e di conseguenza sono tagliati fuori da ogni informazione. E' questo che vuole la società Arabo-Berbera, cioè i Mauri.
Nella società Arabo-Berbera gli schiavi sono venduti, scambiati, dati in regalo, linciati, picchiati, castrati, violentati, spersonalizzati. Oggi ci sono ancora dei mercati di schiavi in Mauritania, soprattutto ad Atar, la città dove è nato il vecchio capo dello Stato Ould Taya presidente dal 1984 al 2005 con un colpo di Stato.
Il 28 novembre 1960, la Mauritania ha conquistato la propria sovranità politica. La Francia è rimasta in questo Paese per altri cinquantacinque anni, dopo l’abolizione della schiavitù, senza che le autorità dell’epoca abbiano fatto niente per sradicarlo. Un accordo tacito legava la Francia agli schiavisti, che accettandone la dominazione pretendevano che quella non applicasse il decreto del 1905. Oggi a complicare la situazione, c’è una questione giuridica: la schiavitù è stata abolita ufficialmente nel 1981 ma, fino al 2007, non è stata mai sanzionata o esplicitamente condannata come crimine.
Esistono villaggi dove vi sono luoghi per il linciaggio degli schiavi. Gli schiavi destinati al linciaggio vengono legati a robusti tronchi. Lo schiavo può morire, perdere un occhio, diventare cieco, restare mutilato a vita. Impensabile al giorno d'oggi. In un villaggio abitato dalla tribù Berbera dei Tajekant , i loro capi parteciparono nel 1999 ad un linciaggio collettivo nei confronti di alcuni schiavi Haratine. Nessuno ha condannato il suddetto fatto. La schiavitù è un crimine contro l’umanità, non si giustifica che la comunità internazionale circondi di silenzio la schiavitù in Mauritania. Ma dove stanno tutte le varie Organizzazioni, le Onlus, le ONG che si occupano dei Diritti Umani? E l'Unione Africana? E la Francia? E giornalisti italiani che si preoccupano delle latrine nelle prigioni ciadiane. Anche in Etiopia esisteva la schiavitù. Ma in pochi anni, i colonialisti italiani sono riusciti ad eliminarla; non mi risulta che oggi in Etiopia esistono persone in schiavitù.
Ho vissuto in Mauritania per lunghi periodi ed ho toccato con mano una delle piaghe africane del Terzo Millennio.
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Gianni De Angelis
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domenica, novembre 28, 2010
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giovedì 25 novembre 2010
Tan Tan la porta del deserto, Tan Tan la porte du désert,
Mercatino della frutta e verdura
Il porto di Tan Tan, famoso per la pesca alle sardine. Decine di camion frigorifero, ogni giorno, riforniscono l'Europa di pesce fresco.
I due dromedari, simbolo della città. Da qui fino in Mauritania, inizia la zona dove non si pagano le tasse. Il carburante è detassato; chi mette su una attività non paga i contributi.
Tan-Tan è una piccola città situata nella parte meridionale del Marocco. La località è conosciuta per il vicino porto di Tan-Tan Plage, dove centinaia di pescherecci ritornano dalla pesca carichi di sardine. Inoltre è famosa per il ritrovamento della Venere di Tan-Tan, statuina senza volto alta circa 6 cm e dal sesso indeterminato. E' ricordata per la cordialità ed ospitalità dei suoi abitanti ed offre spiagge sabbiose dove rilassarsi.
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Gianni De Angelis
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giovedì, novembre 25, 2010
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Etichette: ex Sahara Spagnolo, porto di pesca, Tan Tan, zona detassata
domenica 25 luglio 2010
Douiret il villaggio troglodita, Douiret le village troglodyte, Douiret the troglodyte village.
| Il cortile interno del Residence Douiret. |
| La sommità della montagna con il vecchio forte ormai distrutto e abbandonato. |
| Vista della vallata ai piedi del villaggio fortificato di Douiret. Lo sguardo dall'alto spazia a 360 gradi e permetteva agli abitanti di correre ai ripari in caso di attacco di eventuali nemici. |
Donne cariche come asini.
Antico villaggio Berbero situato a sud della Tunisia. Le abitazioni sono state scavate nelle pareti della montagna e sulla sua sommità, fu eretto un forte (ksar) che è servito per rifugio durante le innumerevoli guerre tra tribù e contro gli Arabi invasori. In questa cittadella fortificata i Berberi potevano resistere a lungo agli assedi per le loro abbondanti scorte di cibo come il grano, l'olio di oliva, i datteri custoditi negli ampi granai chiamati ghorfas.
Con il passare degli anni, il villaggio troglodita è stato abbandonato dai suoi abitanti che hanno preferito case più confortevoli costruite nel nuovo insediamento ai piedi della montagna. Altri sono emigrati verso le grandi città, come Tunisi.
Oggi parte di queste grotte e granai sono stati restaurati (anche con l'aiuto di una Organizzazione italiana) ed attualmente vengono utilizzate come camere per ospitare turisti. Al momento due attività sono in funzione. Di entrambi ho preferito alla lunga il Residence Douiret, situato ad un livello più basso del Gite Douiret di Raouf. Delle signore intraprendenti fanno funzionare con successo il Residence. Complimenti alle donne tunisine di Douiret ed al loro coraggio "berbero".
Ancien village berbère situé au sud de la Tunisie. Les maisons ont été creusées dans les murs de la montagne et sur son sommet, un fort (ksar) a été érigé qui a servi de refuge pendant les innombrables guerres entre tribus et contre les Arabes envahisseurs. Dans cette citadelle fortifiée, les Berbères ont pu résister longtemps aux sièges en raison de leurs stocks abondants de nourriture tels que le blé, l'huile d'olive, les dattes conservées dans de grandes granges appelées ghorfas.
*****
Au fil des années, le village troglodyte a été abandonné par ses habitants qui ont préféré des maisons plus confortables construites dans la nouvelle colonie au pied de la montagne. D'autres ont émigré dans de grandes villes comme Tunis.Aujourd'hui, une partie de ces grottes et granges ont été restaurées (également avec l'aide d'une organisation italienne) et sont actuellement utilisées comme chambres pour accueillir les touristes.
Deux activités sont actuellement en cours. Sur le long terme, j'ai préféré la Résidence Douiret, située à un niveau inférieur au Gîte Douiret de Raouf. Des femmes entreprenantes gèrent avec succès la résidence. Félicitations aux Tunisiennes de Douiret et à leur courage "berbère".
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Gianni De Angelis
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domenica, luglio 25, 2010
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Etichette: Douiret, Gite Douiret, Residence Douiret, Tunisia, Tunisie
mercoledì 30 giugno 2010
Taglio dei capelli, Coupes de cheveux , African hair cut.
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Gianni De Angelis
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mercoledì, giugno 30, 2010
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Etichette: african hair cut, coiffure africaine, taglio dei capelli
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