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venerdì 3 dicembre 2010
Una accoglienza così calorosa non me la aspettavo. Il capo villaggio è intervenuto per fare un discorso di elogio alla mia persona: pare che sono stato l'unico che sia ritornato, dopo venti anni, sul luogo dove ho passato un lungo periodo di lavoro. Ed anche l'unico che sia rimasto con gli ex collaboratori a raccontarsi, intorno a vassoi stracolmi di capretto grigliato, della nostra vita passata, di un periodo prosperoso per i villaggi di Kobalakoro e Baguineda e dei suoi abitanti. Tanti i presenti che hanno accettato l'invito. Purtroppo c'è stata una lunga lista di assenti passati a miglior vita. Qualche nome dei presenti: Seydou Diarra, Modibo Keita, Zakaria, Mamadou Diarra, Issa, Famory, Mamadou Traoré, Yaya ( il più paziente e meticoloso meccanico incontrato in terra d'Africa), Tall....assenti Magono, Doumbia, Yacouba ucciso a fucilate senza alcun apparente motivo, povero ragazzo...
Grazie di cuore per la vostra calorosa accoglienza.
martedì 16 gennaio 2007
La ex base della Cooperazione Italiana, L'ex base de la Coopération Italienne, The old base of the Italian Cooperation
Pompa montata dalla Cooperazione Italiana in panne da anni. A dieci metri La Cooperazione Giapponese ha perforato un altro pozzo...non poteva riparare la pompa in panne del pozzo perforato dalla Cooperazione Italiana...che spreco di denaro. Nel villaggio esistono in totale tre pozzi perforati dall' Italia ed a fianco altri tre pozzi dal Giappone, per 1000 abitanti. Poi nella savana la gente muore di sete poiché non esistono pozzi. Strano comportamento dei Donatori e dei Beneficiari che insieme scelgono la via da seguire.
Pompe installée par la Coopération Italienne en panne depuis de nombreuses années.
Base della Cooperazione Italiana, particolare delle abitazioni.
Les maisons.
Les maisons.
E' stata veramente una stretta al cuore. Non immaginavo mai che il fiore all'occhiello della Cooperazione Italiana degli anni '90 era stata ridotta ad un cimitero di rottami. Ce ne siamo andati: ecco il risultato. Eppure si. E' quello che hanno visto i miei occhi increduli, é che ancora non é stato degerito del tutto.
Di sano c'é rimasto solo il muro perimetrale, il serbatoio dell'acqua potabile e il capannone metallico che ospitava l'officina meccanica. Piano piano mi sono ripreso, sono arrivati dal villaggio vicino i miei ex collaboratori ancora rimasti: alcuni sono partiti in cerca di fortuna altrove ed altri sono gia' passati a miglior vita. Tutti hanno voluto raccontarmi il loro dolore. Magono' l'autista dell'Iveco 300, paralizzato e poi deceduto; Guindo, guardiano, ex militare, aveva combattuto in Indocina con i francesi; Seydou , il giardiniere; Diarrà, l' elettrauto. Mory non ha più trovato un lavoro come autista e adesso fà il guardiano. Sebastien, il cuoco.
Tutto é stato portato altrove, come i camion, le automobili, i gruppi elettrogeni, i pezzi di ricambio, tutte le attrezzature dell' officina, le arredi delle abitazioni e degli uffici. Le case sono state distrutte parte dai vandali e parte dall' abbandono. Attualmente al suo interno sono ben esposti, vicino all'ingresso, tutti i rottami di automezzi di proprietà della EDM (Energie Du Mali). Qualcuno, a Bamako, mi ha detto se avevo visto tutte le carcasse dei mezzi lasciati dagli Italiani...(non mi sembra giusto). Pazienza. C' est l' Afrique.
*****
J’ai vraiment eu un pincement au cœur. Je n’imaginais pas que cette belle réalisation de la Coopération italienne fut réduite en un cimetière. Et pourtant, c’est bien ce que j’ai vu et je ne l’ai pas encore digéré. Seul, le mur d’enceinte est resté debout ainsi que le château d’eau et le hangar qui abritait le garage et la carrosserie. Tout a été démonté et emporté : les groupes électrogènes, l’outillage, les maisons et les bureaux préfabriqués ainsi que l’ameublement qu’ils contenaient. De tous les véhicules, seules restent quelques carcasses. A Bamako, quelqu’un a prétendu que c’étaient les italiens qui avaient laissé les carcasses. Je trouve cela fort injuste…. mais c’est l’Afrique.
Peu à peu, du village voisin sont arrivés quelques anciens collaborateurs. Tous m’ont donné des nouvelles des uns et des autres : Magono, le chauffeur de l’Iveco 300. Guindo et Seydou, les jardiniers. Diarra, l’électricien auto. Mory le chauffeur du minibus. Sébastien le cuisinier.
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Gianni De Angelis
alle
martedì, gennaio 16, 2007
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Etichette: Campo Base Cooperazione Italiana, Cooperazione Italiana, Fiat Campagnola, Mali, pompa a mano, pozzi per acqua, Sahel
mercoledì 20 dicembre 2006
Nuovi pozzi per il Mali, Nouveaux puits pour le Mali, New bore-holes for Mali
Mourdiah, nel Sahel, ai confini con la Mauritania: c'è affollamento nell'unico pozzo della zona.
Mourdiah, Sahel, à la frontière avec la Mauritanie. Il y a foule autour de l'unique puits de la zone.
Mourdiah, Sahel, Mautitanian borders. So much people around the only one well on the area.
Il Mali è uno dei paesi africani più poveri al mondo e quello che è sopportato maggiormente dagli aiuti internazionali. E' uno straordinario reperto antropologico di straordinaria vitalità. Ha dentro di se mille società e mille universi culturali. Capirli è una impresa che richiede una vita di studio e di ricerche. Anche se poggia su gli aiuti internazionali, ha le potenzialità per avviare il suo cammino. In fondo vive il comune destino dell'Africa, che non è più il Continente degli esotismi e dell'avventura, ma è una area del mondo che guarda l'Occidente più progredito. Non ha sbocchi al mare. Le sue genti, in maggioranza di etnia Bambara, sono miti e gentili. Le donne vestono abiti coloratissimi, ed hanno un portamento fiero. Adorano la musica e la danza.
Il progetto prevede la perforazione di 80 pozzi per acqua potabile, e la riabilitazione di altri 120 che saranno equipaggiati con pompe ad energia solare. Nelle cittadine più importanti verranno installate delle fontanelle lungo le strade principali. Inoltre c'è in programma la costruzione di 2000 latrine. Qualche anno fa partecipai ad un progetto simile, nella prima e seconda Regione del Mali, che ebbe un grande successo per l'immediato impatto verso le popolazioni beneficiarie: in pochi giorni il pozzo veniva perforato, intubato, spurgato, eseguita la prova di portata ed infine equipaggiato con una pompa a mano.
E' bastato poco tempo per rendere il pozzo utilizzabile; acqua pulita riempie i secchi da troppo tempo portatori di malattie. Le donne non dovranno più fare la lunga corvée giornaliera per procurarsi, da molto lontano, acqua contaminata.
Il progetto prevede la perforazione di 80 pozzi per acqua potabile, e la riabilitazione di altri 120 che saranno equipaggiati con pompe ad energia solare. Nelle cittadine più importanti verranno installate delle fontanelle lungo le strade principali. Inoltre c'è in programma la costruzione di 2000 latrine. Qualche anno fa partecipai ad un progetto simile, nella prima e seconda Regione del Mali, che ebbe un grande successo per l'immediato impatto verso le popolazioni beneficiarie: in pochi giorni il pozzo veniva perforato, intubato, spurgato, eseguita la prova di portata ed infine equipaggiato con una pompa a mano.
E' bastato poco tempo per rendere il pozzo utilizzabile; acqua pulita riempie i secchi da troppo tempo portatori di malattie. Le donne non dovranno più fare la lunga corvée giornaliera per procurarsi, da molto lontano, acqua contaminata.
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Le Mali est l’un des Pays les plus pauvres du monde et destination prioritaire pour les aides internationales. Il renferme de nombreuses ethnies avec une grande variété de cultures, dont la compréhension n’est pas simple. Même si le pays s’appuie sur les aides internationales, il a en lui le potentiel pour tracer son propre chemin, mais il n’a pas d’ouverture sur l’océan. L’ethnie majoritaire est constituée par les Bambara.
Ici, j’aurai beaucoup de travail pour mettre sur pied les trois camps de base nécessaires : Bamako avec bureau et maison de passage, Ségou et Kayes.
Le projet prévoit la perforation de 80 puits pour amener l’eau potable et la réhabilitation de 120 autres puits qui seront équipés avec des pompes à énergie solaire. Dans les plus gros villages nous installerons des points d’eau le long des routes principales. En outre, la construction de 2000 latrines est prévue.
Il y a quelques années, j’avais participé à un projet similaire qui constituait en la réalisation de forages et leur équipement en pompes à main. Le projet eu un grand succès dû à l’impact immédiat sur la population.
Le projet prévoit la perforation de 80 puits pour amener l’eau potable et la réhabilitation de 120 autres puits qui seront équipés avec des pompes à énergie solaire. Dans les plus gros villages nous installerons des points d’eau le long des routes principales. En outre, la construction de 2000 latrines est prévue.
Il y a quelques années, j’avais participé à un projet similaire qui constituait en la réalisation de forages et leur équipement en pompes à main. Le projet eu un grand succès dû à l’impact immédiat sur la population.
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After 2006, rich in trips to the African Continent, the next year will be great too. In the beginning of 2007 I’ll go to Ruanda, to Kigali to stay for at least three days. From there I’ll have to fly to Ethiopia to Addis Abeba, a wonderful country and everything in it still to be discovered (but that will be another blog).
After a few days in the Ethiopian capital to say hello to friends and to visit “Lucy”, a direct flight with Ethiopian Airlines will take me to Mali to Bamako, my final destination.
Mali is one of the poorest African countries in the world and the country that receives more international aid. It is an extraordinary anthropological mélange and has an extraordinary vitality. Within it exists thousands of societies and thousands of cultural universes. To understand these takes a lifetime of studies and research. Even if it relies on international aid, it has the potential of taking off on its own. After all, it lives the common destiny of Africa,that is no longer the Continent of exoticisms and adventures, but an area in the world that keeps an eye on the more progressive Western World. It does not confine with the Ocean. Its people, mainly of Bambara origin, are kind and gentle. The women dress in colorful garments and have a very proud bearing. They love music and dance. I’ll have a lot of work to do here. Buying a jeep … Also, we have to put up three logistical bases, one in Bamako that will be used as a guest house and office, another one in Segou and Kayes, bordering Senegal. Kayes is one of the hottest cities in the world, perhaps as hot as Djibuti.
The project foresees the drilling of 80 wells for drinking water and the rehabilitation of other 120 wells which will be equipped with pumps that will run on solar energy. In the more important towns, fountains will be installed along the main streets. And there is a program also to construct 2000 latrines. A few years ago, I participated in a similar project in the first and second region of Mali and it was a big success for the locals: in just a few days the well was drilled, placed with tubes, flushed and after the trials was equipped with a hand pump. In no time the well was utilized; clean water filled the buckets that had been filled at one time with water that spread diseases. The women no longer will have to take those long journeys to collect contaminated water.
After a few days in the Ethiopian capital to say hello to friends and to visit “Lucy”, a direct flight with Ethiopian Airlines will take me to Mali to Bamako, my final destination.
Mali is one of the poorest African countries in the world and the country that receives more international aid. It is an extraordinary anthropological mélange and has an extraordinary vitality. Within it exists thousands of societies and thousands of cultural universes. To understand these takes a lifetime of studies and research. Even if it relies on international aid, it has the potential of taking off on its own. After all, it lives the common destiny of Africa,that is no longer the Continent of exoticisms and adventures, but an area in the world that keeps an eye on the more progressive Western World. It does not confine with the Ocean. Its people, mainly of Bambara origin, are kind and gentle. The women dress in colorful garments and have a very proud bearing. They love music and dance. I’ll have a lot of work to do here. Buying a jeep … Also, we have to put up three logistical bases, one in Bamako that will be used as a guest house and office, another one in Segou and Kayes, bordering Senegal. Kayes is one of the hottest cities in the world, perhaps as hot as Djibuti.
The project foresees the drilling of 80 wells for drinking water and the rehabilitation of other 120 wells which will be equipped with pumps that will run on solar energy. In the more important towns, fountains will be installed along the main streets. And there is a program also to construct 2000 latrines. A few years ago, I participated in a similar project in the first and second region of Mali and it was a big success for the locals: in just a few days the well was drilled, placed with tubes, flushed and after the trials was equipped with a hand pump. In no time the well was utilized; clean water filled the buckets that had been filled at one time with water that spread diseases. The women no longer will have to take those long journeys to collect contaminated water.
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Gianni De Angelis
alle
mercoledì, dicembre 20, 2006
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Etichette: Cooperation Italienne, Cooperazione Italiana, Hand pump, Mali, pompa a mano, pompe a main, pozzi per acqua, Sahel
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