domenica 28 ottobre 2007

Ab-ala, avamposto Afar, Ab-ala avant-poste Afar, Ab-ala Afar outpost


Ragazza Afar. Trés jolie fille Afar. Very nice Afar girl.

In vendita qualche metro di corda, fatta a mano, per pochi Birr, cioè per 50 cents di euro.
Some meters of hand-made rope for sale, for a few Birr ( 0,50 euro cents)


Le donne Afar portano anelli e braccialetti solo nella mano e nel braccio sinistro.
Les femmes Afar ne portent anneaux et bracelets que sur la main et le bras gauches.
The Afar women wear rings and bracelets only on their left hands and arms.

Ragazza Afar. Une fille Afar. Afar girl.

Un pastore Afar conduce i suoi dromedari per venderli al mercato.
Un berger Afar conduit ses dromadaires pour les vendre au marché.
An Afar shepherd brings the own dromadary to the market.
La bandiera Afar. Le drapeau Afar. The Afar flag.

Il villaggio di Ab-ala. Le village de Ab-ala. Ab-ala village.


C'é una grande moschea a Ab-Ala uno dei più importanti centri abitati che si incontrano verso i territori ad est di Macallé. Nel villaggio convivono in apparente tranquillità Afar e Tigrigni, islamici e cristiani. In questo periodo a Macallé si sta benissimo, un tiepido sole ci tiene compagnia durante il giorno mentre la notte la temperatura scende e si dorme benissimo con la coperta; al contrario a Ab-Ala durante il giorno il sole picchia, siamo molto più bassi come quota e ci si avvicina alla depressione dancala. Il giovedì si svolge un importante mercato dove arrivano Afar anche da lontano per vendere i loro prodotti. Le donne si occupano della vendita del burro, sia per i capelli che per uso alimentare, corde vegetali, stuoie. Gli uomini Afar invece, mettono in vendita il loro bestiame: dromedari, capre e pecore. Mi volevano vendere un enorme dromedario dal pelo lucente e liscio, bella bestia davvero, a quattromila birr. Ho spiegato loro che tra poco sarei ritornato in Italia in "aeroplano" (anche in lingua amarica/tigrigna) e che la bestia é troppo grande per entrarci; questa spiegazione é stata sufficiente per smettere nelle loro insistenze.
Pare che sia vietato agli Afar di frequentare il mercato armati di kalashnikof e ghilé (jilé) e ai Tigrigni senza armi da fuoco i loro bastoni. Infatti il primo giovedì, giorno di mercato, erano tutti "disarmati". Al contrario durante la mia seconda visita erano tutti armati fino ai denti: pistole, mitra, ghilè di tutte le dimensioni (pugnali ricurvi), bastoni, poiché mancava il controllo della Polizia.
Avevo scattato molte foto nella mia precedente visita a donne Afar con le loro collane multicolori. Alcune le ho fatte stampare e alla mia seconda visita ho donato loro le foto. Hanno avuto un successone: desideravano tutte essere fotografate.
Nel mercato erano in vendita coperte nere di grandi dimensioni tessute con lana di pecora. Servono alle donne Afar per fare un "bagno di fumo". Hanno cercato di spiegarmelo ma sinceramente ho capito poco. Pare che accendono, dentro le loro tipiche capanne, un fuoco con un tipo di legna che produce tanto fumo. Ma non soffocano? E i loro occhi come fanno a resistere al fumo? Mi hanno promesso di farmi vedere a Macallé come funziona il "bagno di fumo" che serve per rendere liscia la pelle, tanto in voga tra le donne Afar e presso le donne tigrigne che possono permetterselo in città...

***************
There is a big mosque in Ab-ala, one of the most important towns toward the territories East of Macallé. In the village, in apparent tranquility, live Afars and Tigrins, Islamics and Christians. During this period in Macallé it is very nice and warm sun keeps us company during the days while during the night the temperature goes down and sleeping with a blanket is perfect: contrary to Ab-Ala, during the day the sun is hot, we are not quite so high but close to the Dancalia Depression. On Thursdays there is an important market where the AFar unite from far away to sell their products. The women sell butter for their hair and as produce, ropes made from plants and mats. The Afar men sell their animals: dromedaries, goats and sheep. They wanted to sell me an enormous dromedary with a shiny and straight coat for 4000 Birr. I explained that in while I would be returning to Italy in an "airplane" (in Amharic/Tigrigna language) and that the animal was too big to board; this explanation was enough to have them quit insisting.
It seems that is forbidden for the Afars to come to the market armed with Kalashnikov and ghilé and for the tigrinians without fire arms and their sticks. In fact, on Thursdays, market-day, they were all "un-armed". But, in the contrary, during my second visit, they were armed to the hilt: pistols, machine-guns, swords and knives of all shapes and sizes, and sticks since there was no plice control.
I had taken several photographs during my previous visit of Afar women with the multicolored necklaces. Some of these I printed and during my second visit I gave them their photographs. It was quite a success: all of them wanted to be photographed.
In the market there were big blacks blankets for sale weaved with sheep yarn. It is used by the women to create a "smoke bath". They tried to explain this, but frankly I did not quite understand. It seems that they light, in their typical huts, a fire with a kind of log that produces a lot of smoke. But, don't they suffocate? And how can their eyes resist? They promised to show me in Macallé how the "smoke bath" works and how it helps keeps the skin smooth and soft-in vogue with the Afar and Tigrinians women.

domenica 21 ottobre 2007

Visita al cimitero militare italiano di Work Amba, Visite au Cimetière Militaire Italien de Work Amba, Visit to the Italian War Cemetery at Werk Amba


Cartina con i movimenti delle opposte truppe che si scontrarono nella battaglia del Tembien.
Chart with the movements of the opposition troops who fought in the Battle of Tembien.

La lapide di Bianchi Angelo da Carona, Bergamo. Ho rintracciato i parenti ai quali sono state inviate le foto.
The tombstone of Bianchi Angelo from Carona, Bergamo. I traced the relatives and sent the photographs to them.



La tomba di Padre Giuliani a cui è dedicato il cimitero.
The tombstone of Father Giuliani to whom the cemetery is dedicated.
Il monumento a ricordo della 1° e 2° battaglia del Tembien.
The monument in remembrance of the 1st and 2st Battle of Tembien.

Erbacce ed arbusti ovunque. Weeds and branches everywhere.


 Ecco come si presentava il cimitero all'epoca. This is how the cemetery looked.
Il paese di Abbi Addi. Le village de Abbi Addi. The Abbi Addi village.

Seguendo la guida del Turing Club del 1938, che allora si chiamava "Consociazione Turistica Italiana", non e' stato tanto difficile ritrovare il cimitero di Uorc Amba in italiano. Ma a vederlo e' stata veramente una tristezza: è nel più' completo abbandono. Quasi irriconoscibile per l'erba che ormai ha preso il sopravvento su tutto. Abbiamo ritrovato, con l'aiuto di Takian Mebratu una anziana donna che fà la midwife, tutti i luoghi della prima e seconda battaglia del Tembien.
Tante lapidi si sono staccate dal muro di cinta. Altre sono ridotte a pezzi e difficile e' la loro ricomposizione. Oltre all'erba che solleva cemento e lastre, sono cresciuti anche degli alberelli che stanno rovinando le opere murarie che proteggono i poveri resti. Non potevo andarmene senza fare qualcosa. Ho reclutato donne e bambini i quali, ben pagati, mi hanno promesso che faranno un lavoro di pulizia totale. Staremo a vedere.
C'è una lapide di Scaglia Giovanni da Bottanuco, Bergamo. Se per caso c'è qualche suo parente, si faccia vivo, sono ben lieto di dargli maggiori dettagli. Così pure per Bianchi Angelo da Carona in provincia di Bergamo. Tante sono le lapidi con nomi e cognomi ed con la data ed il luogo del decesso.
Semplici soldati, Carabinieri, Alpini, CC.NN. , Aviatori, Artiglieri giacciono sepolti insieme.

********

Follow the 1938 Touring Club guidebook which was then called “Consociazione Turistica Italiana”, it wasn’t difficult to find the Uorc Amba cemetery in Italian. But seeing it was very sad: it is completely abandoned. Practically unrecognizable due to the weeds that have taken over. With the help of Takian Mebratu, an elderly lady who works as a midwife, we found all the sites of the first and second battle of Tembien. Many tombstones were detached from the walls. Others are completely broken and would be difficult to put back together. Besides the weeds that raise the cement and stones, many small trees that have grown have ruined the sustaining walls that protect the remains. I could not leave without doing something. I hired women and children who, after paying them very well, promised to totally clean up. We’ll see. There is Scaglia Giovanni from Bottanuco, Bergamo’s tombstone. If, by chance, there is a relative, please let me know and I’ll be happy to give them further details. Also for Bianchi Angelo from Carona (Bergamo). There are a lot of other tombstones with names and surnames and dates and places of death. Simple soldiers, Carabinieri, Alpini, Air Force, Artillery are all buried together.

venerdì 19 ottobre 2007

Cena al Gheralta Lodge, Diner au Gheralta Lodge, Dinner at the Gheralta Lodge.


La moschea di Nagashi, forse la più antica di tutta l'Etiopia.
Nagashi Mosque, perhaps the oldest in all Ethiopia.


Una serata fantastica al Gheralta Lodge con Silvio ed Enrica. Come sempre sono stato accolto a braccia aperte. Ho fatto loro una sorpresa; sono partito da Macallè senza avvisarli. Iniziato il tragitto all'imbrunire non ho potuto ammirare il paesaggio che tanto e' cambiato dall'ultima mia visita in Tigray. Ormai il grano e' maturo ed il teff sta lentamente lasciando il suo colore verde.
Arrivato a Sinkata ( vecchio nome dato al villaggio al passaggio delle truppe italiane nel 1935, oggi di chiama Farawyni) ho potuto ammirare in controluce la moschea e il suo minareto. La luce all'orizzonte era da paradiso dello stesso colore della Cappella degli Scrovegni a Padova. La tentazione di scattare qualche foto e' stata forte. Carpe diem. Passati quei momenti di piacere ho ripreso la pista per Hawsien ridotta un po' maluccio a causa delle passate piogge. Faceva fresco. Chiusi i finestrini ho indossato la mia fedele sahariana compagna di tante campagne africane. Silvio stava nel grande patio intrattenendo i suoi ospiti. Indossava uno "sciamma" coloratissimo a mo' di sciarpa. Tra gli ospiti un tecnico israeliano, incaricato di sensibilizzare gli agricoltori locali a produrre di piu' e meglio...(ma e' sempre la povera gente che deve lavorare di piu', ma perche' non sensibilizzano anche gli impiegati negli uffici?). Ed ancora una ragazza irlandese amante dell'Italia: conosce Roma, Venezia, Firenze ed il gelato. Dopo una cenetta a base di portate italiane ed etiopiche, come succede spesso all'estero, il discorso e' finito sulla politica italiana...ma qui e' meglio passare ad altro... A qualche centinaio di metri dal Lodge, c'è un vecchio cimitero militare di guerra italiano, dedicato al sottotenente Aldo Lusardi, caduto il 5 novembre del 1935 a M. Gundi. Ho dato a Silvio le foto scaricate da internet scattate al momento della composizione del cimitero. Si vedono le croci temporanee in legno ed i nomi dei caduti scritti su pezzi di tavole (suppongo). Inoltre sulle foto si vedono alcuni commilitoni con le pale in mano che forse hanno compiuto l'ultimo gesto pietoso.

*******


A fantastic evening at the Gheralta Lodge with Silvio and Enrica. As always, I was welcomed with open arms. I surprised them: I left from Macalle’ without letting them know. I started the trip at sundown and could not help but admire the scenery that has changed since my last visit in Tigray. The wheat is ripe and the teff is losing its green color. I arrived in Sinkata (the old name given to the village by the passing Italian troops in 1935 and today called Farawyni) and I admired the mosque and the minaret against the light. The light on the horizon was heavenly and the same color of the Scrovegni Chapel in Padova. The urge to take some photos was strong. Carpe diem. After those few moments of pleasure, I started again on the road for Hawsien that was a bit damaged due to the recent rains. It was cool. I closed the windows and I put on my safari jacket, my trustworthy African companion. Silvio was on the big patio entertaining his guests. One of the guests was an Israeli technician in charge of convincing the local farmers to produce more and better … (it’s always the poor who have to work more, why don’t we convince the employees in the offices?). And an Irish girl who loves Italy: she knows Rome, Venice, Florence and gelato. After a dinner based on Italian and Ethiopian food, as it usually happens abroad, the conversation leaned toward Italian politics… but we should pass on to other things… A few hundred meters from the Lodge there is an old Italian military cemetery dedicated to Lt. Aldo Lusardi, fallen on November 5, 1935 a M. Gundi. I gave Silvio the photos downloaded from Internet taken when the cemetery was started. You can see temporary wooden crosses and the names of the fallen written on pieces of tables (I suppose). Also on the photos you can see some soldiers with shovels that had perhaps just finished the last sad gesture.

lunedì 15 ottobre 2007

Partenza per Macallé, Départ pour Macallé, Departure for Macallé


Il primo ospedale civile di Macallé, messo in funzione dagli Italiani nel 1936.
Questi erano gli uffici. Sulla destra, seminascosta la casa del Dr Gigli.
Nel cortile interno ci sono i padiglioni per le donne, per gli uomini e per le visite e le operazioni.
 Avevo lasciato il Tigrai immerso nel verde più denso; lo ritrovo totalmente cambiato. Le piogge sono finite, il grano e' maturo e già in qualche campo si vedono i poveri contadini con la schiena curva fino a terra che con il falcetto tagliano mazzi di spighe. Mentre il teff non e' ancora completamente maturo. Pochissima gente in giro; i locali, le strade, i mercati non sono movimentati come prima della festa del "Millennio".

giovedì 11 ottobre 2007

Vestiario per Adua, Vêtements pour Adua, Clothes for Adua



Prima di tutto un sincero grazie a tutti voi che numerosi avete raccolto una grande quantità di abiti per bambini, donne e uomini destinati al Centro di Suor Laura ad Adua. Ai primi di ottobre abbiamo dovuto dire basta e cessare la raccolta degli indumenti; non avevamo più posto dove metterli. Attualmente i pallet con circa 600 kg di vestiario sono presso i magazzini della Ditta IN.TRA.CO. di Parma che si occuperà della loro spedizione fino ad Adua.

*********
Tout d’abord un grand merci à vous tous qui avez été nombreux à récolter une grande quantité de vêtements pour enfants, femmes et hommes destinés au Centre des Sœurs Laura à Adua. Début octobre nous avons dû arrêter la collecte, à cause d’un manque de place de stockage. Actuellement les palettes avec environ 600 kg d’habits sont dans les entrepôts de la firme IN.TRA.CO de Parme qui s’occupera de leur envoi à Adua.

venerdì 5 ottobre 2007

Albania, Albanie



Palazzi di stile anni 30 adornano la Piazza Skanderberg.
Bâtiments du style des années 30 entourent la Place Skanderberg.
 

La piccola moschea di Tirana nella Piazza Skanderberg
La petite moschée de Tirana sur la Place Skanderberg


La statua dell'eroe albanese Skanderberg.
Statue de l’héros albanais Skanderberg.
Mi si è presentata l'occasione di un piccolo soggiorno in Albania.